Virtual Reality Marketing: creare brand experiences con la realtà virtuale

Virtual Reality Marketing: creare brand experiences con la realtà virtuale

La realtà virtuale è ormai sulla bocca di tutti: grazie ai numerosi investimenti messi in campo da aziende come Facebook, questa tecnologia sta attirando sempre più l'attenzione dei consumatori e delle aziende dei settori più disparati. Dal marketing, alla formazione, fino alla progettazione, sono infatti diversi i campi d'utilizzo nei quali questa tecnologia può portare valore.

Oggi parliamo di marketing, in questo articolo vedremo perché la realtà virtuale può essere considerata a tutti gli effetti un nuovo strumento di comunicazione aziendale e quali sono le sue potenzialità.

(Ne parliamo anche in questo video)

Iniziamo con lo spiegare come funziona questa tecnologia e come si sta muovendo al riguardo appunto Facebook, uno dei più grandi player del mercato.

La realtà virtuale è una tecnologia che consente la completa immersione dell’utente in un mondo tridimensionale  nel quale ci si può muoversi e interagire grazie all’uso delle mani. Il tutto utilizzando un visore, che forse oggi è percepito come il più grande limite alla diffusione di questa tecnologia. In verità oggi i visori VR hanno dei costi accessibili, molti sono stand alone e quindi non necessitano di un PC per poter funzionare, e sono dotati di software business che permettono di configurare le esperienze VR anche a distanza e di disporre di analytics sul suo utilizzo.

 

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Questo grazie anche agli studi di aziende come Facebook, che puntano a rendere la realtà virtuale la prossima grande piattaforma informatica e a tutti gli effetti, un nuovo medium.

L’azienda di Mark Zuckerberg infatti sta lavorando ad una virtual reality sempre più social, un mondo espanso della sua piattaforma principale Facebook nel quale le persone potranno connettersi, incontrarsi, lavorare e giocare, quando la presenza fisica non è possibile, in modi sempre più simili alla realtà. 

Potremmo stare qui a scrivere per ore di come si sta muovendo Facebook nell’ambito e dei probabili sviluppi futuri (qui trovate un articolo dedicato), ma in breve l’azienda ha creato un laboratorio dedicato allo studio e sviluppo della VR, ha realizzato l’infrastruttura hardware e software che permette la fruizione, gestione e diffusione dell’esperienze VR con semplicità, sta lanciando Horizon  il primo social in realtà virtuale e sta iniziando la sperimentazione di annunci in ambiente virtuale.

 

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Ma torniamo a noi, cosa ci permette di fare questa tecnologia oggi nel mondo della comunicazione aziendale e cosa potrà fare a breve?

Proprio perché la VR si basa su dinamiche di gamification permette di creare esperienze di brand impossibili nella realtà. L’utente può diventare protagonista attivo di un gioco di brand nel quale deve compiere determinate azioni per raggiungere un obiettivo, che coincide con l’acquisizione di messaggi e valori aziendali.

Ma facciamo qualche esempio: si potrebbe realizzare un’esperienza nella quale l’utente ha l’obiettivo di dar vita al prodotto mixando i giusti ingredienti o materiali oppure un’esperienza dove può provarne le diverse funzionalità o scoprirne man mano i valori. Diciamo che le possibilità sono infinite e l’unico limite è l’immaginazione.

 

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Ma come fa l’utente a provare l’esperienza?

Sappiamo che nel nostro paese i visori consumer non sono ancora così diffusi come nel resto del mondo ma le possibilità per sfruttare con successo una comunicazione one to one, coinvolgente ed emozionante, come quella offerta dallo strumento VR sono diverse. Esperienze di brand in realtà virtuale possono infatti essere usate in numerosi contesti:

  • negozi, dove la VR può contribuire a presentare il prodotto o servizio in maniera innovativa e magari testarlo in ambienti diversi. 
  • fiere, dove l’uso di un’esperienza VR può contribuire a ridurre i costi dell’allestimento o del trasporto dei prodotti. 
  • eventi di brand, dove la possibilità di vivere un gioco VR di brand immersivo e interattivo può diventare l’elemento promozionale centrale.
  • campagne di guerrilla marketing innovative, dove basta il visore per far vivere esperienze di brand pazzesche ed emozionanti 
  • casa, non è da escludere infatti, soprattutto per chi lavora con target internazionali, la possibilità di caricare l’esperienza sugli store VR e renderla accessibile a chiunque abbia un visore, in qualsiasi parte del mondo.

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Chiaro che questo è solo l’inizio, grazie all’attività di Facebook e al prossimo lancio di Horizon, non è molto lontano il momento in cui le aziende daranno vita a dei veri e propri mondi di brand virtuali nei quali gli utenti potranno incontrarsi, interagire, condividere feedback e cooperare alla creazione del valore del brand e dei prodotti, secondo le loro specifiche esigenze, cose che stiamo iniziando già a vedere con piattaforme come Roblox.

Il limite oggi non è più nell’hardware, nella sua usabilità, nei costi o nella sua diffusione ma, come per tutti gli strumenti di marketing la differenza la fa la strategia d’utilizzo. Se gli obiettivi dell’esperienza di realtà virtuale, i touch points e i risultati attesi sono identificati in modo chiaro, le aziende che oggi si muovono in questo campo possono ottenere da subito vantaggi concreti.

 

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Pubblicato il 29 settembre 2021