Come Facebook sta cambiando la realtà virtuale: le novità

Molte, moltissime le novità in casa Facebook per quanto riguarda lo sviluppo del mondo VR.
Prima tra tutte una notizia di pochi giorni fa:

da ottobre 2020 sarà necessario utilizzare un account Facebook per accedere ai dispositivi Oculus

con la possibilità, per gli sviluppatori già attivi, di far convergere il loro account Oculus in un account Facebook. Questo con la previsione di andare ad eliminare, nei prossimi 2 anni, qualsiasi supporto agli account Oculus (qui l’annuncio ufficiale). La scelta viene giustificata da Facebook in questo modo:

Giving people a single way to log into Oculus—using their Facebook account and password— will make it easier to find, connect, and play with friends in VR. We know that social VR has so much more to offer, and this change will make it possible to integrate many of the features people know and love on Facebook. It will also allow us to introduce more Facebook powered multiplayer and social experiences coming soon in VR, like Horizon, where you can explore, play, and create worlds. The majority of our users are already logging into Oculus with a Facebook account to use features like chats, parties, and events, or to tune into live experiences in Oculus Venues. We’re also making it easier to share across our platforms if you’d like. For example, people already have the option to livestream or share their VR experience on Facebook, and soon you’ll be able to use your VR avatar on other Facebook apps and technologies.”

Insomma Facebook punta ad una virtual reality sempre più social, un mondo espanso della sua piattaforma principale nel quale le persone potranno connettersi, incontrarsi, giocare in modi sempre più simili alla realtà. E lo fa anche in previsione del lancio di Facebook Horizon, un vero e proprio social word nel quale gli utenti, attraverso un avatar, potranno interagire e dare vita al loro mondo virtuale (qui l’ultimo video di presentazione di Horizon mostrato in occasione di Oculus Connect 6, lo scorso anno).

Con la decisione di associare obbligatoriamente un account Facebook agli accessi ai suoi dispositivi, l’azienda capitanata da Zuckerberg intende rendere la VR e la celebre piattaforma social sempre più integrati, andando a tutelare la community: Facebook e il mondo Oculus avranno infatti un unico codice di condotta in tema privacy e sicurezza (attualmente quello della community di Facebook, che sarà presto integrato di tutte le casistiche della VR). Ogni accesso e azione effettuata nelle piattaforme sarà associato ad un’identità autentica, con lo scopo di limitare e tracciare i cosidetti “bad behaviours”.

Questo aggiornamento mette in chiaro una cosa importante: sarà Facebook Inc. (e non più Oculus, anche nota come Facebook Technologies) a gestire i dati degli utenti VR e, di conseguenza, anche tutte le decisioni riguardanti l’uso, l’elaborazione, il mantenimento e la condivisione di questi dati, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza degli utenti e si, anche di creare annunci sempre più personalizzati. In questo modo Facebook saprà quali app VR l’utente utilizza, chi sono i suoi amici, i suoi interessi e tutte le informazioni ricavate dalle attività svolte sia sul social che nel mondo VR. E con queste informazioni potrà:

  • Consigliare nuove app VR in base agli interessi dell’utente
  • Scoprire chi sono gli amici su FB e stimolare la connessione con loro in VR
  • Inviare inviti ad eventi VR secondi gli interessi dell’utente
  • Targetizzare gli annunci anche in ambiente VR

E come dicevamo puntare ad una versione del mondo VR sempre più social, offrendo agli utentiila possibilità di chattare con gli amici e giocare in VR (anche in modalità multigiocatore), creare eventi o partecipare a quelli di altri utenti/amici e dagli sviluppatori, trasmettere l’evento o il gioco VR in streaming (anche sul diario di Facebook), condividere su Facebook e nei gruppi l’attività VR o creare “party” aperti per incontrare gli amici in VR.

Ma la domanda che a questo punto sorgerà spontanea è: Facebook userà l’attività VR degli utenti per targhetizzare la pubblicità su Facebook e viceversa? L’azienda ha risposto senza tanti giri di parole:

“Sì. Facebook userà le informazioni relative all’utilizzo della VR e di altri Prodotti Facebook per mostrarti contenuti personalizzati, tra cui inserzioni, sui Prodotti Facebook. Tra questi potrebbero essere inclusi consigli su Eventi di Oculus che potrebbero piacerti, inserzioni su tecnologie e app di Facebook o inserzioni di sviluppatori sulle loro app VR. Puoi aggiornare i tuoi interessi, scegliere quali informazioni di Facebook possiamo usare per mostrarti le inserzioni e modificare le impostazioni generali delle inserzioni accedendo alla pagina Preferenze relative alle inserzioni”.

Insomma Facebook disporrà di una nuova piattaforma da cui trarre ulteriori informazioni sugli utenti, con le quali potrà realizzare annunci sempre più mirati, da oggi anche nel mondo VR, che diventa a tutti gli effetti un nuovo canale.
Ma questa era solo la prima importante novità, e di tutto, a parer nostro, è importante fare tesoro dei seguenti punti:

  • Facebook potrà promuovere applicazioni VR in base agli interessi
  • Facebook potrà disporre di una nuova piattaforma su cui fare ADV
  • Facebook potrà fare ADV sempre più mirati anche grazie alle informazioni raccolte dall’attività svolta dall’utente in ambiente VR
  • La separazione tra il social e l’ambiente VR sarà sempre meno netta e Facebook potrebbe diventare la prima piattaforma in grado di far convergere mondo web e mondo virtuale. Se questo accadrà, sarà una vera e propria svolta.

E sotto ecco la seconda novità!

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Oculus VR, non esisterà più. Facebook ha infatti avviato il suo rebranding, facendo conferire le attività dell’azienda in ambito VR e AR sotto un unico brand: Facebook Reality Labs.

(Qui l’annuncio ufficiale).
Di conseguenza anche Oculus Connect, l’evento dedicata agli sviluppatori VR che si tiene annualmente in Silicon Valley (alla quale abbiamo avuto il piacere di partecipare lo scorso anno) e durante il quale si delineano i piani per lo sviluppo delle VR, ha cambiato nome inFacebook Connect” e sarà presentato il 16 settembre (per quest’anno in virtuale).

Tecnicamente, Facebook Reality Labs esisteva già prima di quest’annuncio (era il nome del principale del team di ricerca all’interno di Facebook per VR e AR), ma ora vede ufficialmente la luce, e da sezione interna all’azienda assume un ruolo commerciale importante, prendendo a tutti gli effetti il posto di Oculus.
Questo, come indicato dal responsabile AR e VR di Facebook Andrew Bosworth, è stato fatto per “chiarezza visiva”, per aiutare le persone a identificare Oculus come parte di Facebook, considerando che presto le persone saranno costrette a collegare i loro dispositivi con i loro account del social. Per ora, il nome Oculus sopravvivrà comunque sull’hardware (Oculus Rift, Oculus Quest o Oculus qualunque cosa venga dopo), sul software di avvio e sullo store principale. Un cambiamento che trasforma Oculus dal nome dell’azienda a quello più generico utilizzato per i prodotti VR di Facebook. Anche questa una novità non da poco, che possiamo riassumere cosi:

  • Facebook sta rinominando il team AR / VR in Facebook Reality Labs, con l’idea di costruire la prossima piattaforma informatica rivoluzionaria e aiutare le persone a sentirsi insieme, anche quando sono lontane.
  • Facebook Connect (ex Oculus Connect), si terrà virtualmente il 16 settembre e sarà gratuita per tutti.

Per comprendere infine dove sta andando la VR secondo Facebook, vi lasciamo con la spiegazione della Vision di Facebook Reality Labs:

La missione di Facebook è dare alle persone il potere di costruire comunità e avvicinare il mondo, e la mission di FRL (Facebook Reality Labs) è costruire strumenti che aiutino le persone a sentirsi connesse, sempre e ovunque. Permettiamo una connessione profonda attraverso la presenza sui social: la sensazione di essere proprio lì, con un’altra persona e condividere lo stesso spazio, indipendentemente dalla distanza fisica. Invece di distrarci e portarci via dalle persone intorno a noi, i dispositivi AR e VR di domani ci permetteranno di entrare in contatto tra noi ed essere veramente presenti con le persone e i momenti che contano di più. Ci impegniamo a innovare in modo responsabile mentre costruiamo la prossima piattaforma informatica. E poiché queste tecnologie sono nuove, portano con sé considerazioni sulla privacy uniche. FRL sta costruendo l’intero stack, inclusi hardware e software, quindi la privacy è integrata nel nostro processo di progettazione sin dall’inizio. Continueremo a far evolvere il nostro approccio alla privacy man mano che la tecnologia si sviluppa. Insieme, AR e VR cambieranno il modo in cui lavoriamo, interagiamo e giochiamo, con nuovi contesti d’utilizzo che non abbiamo nemmeno iniziato a immaginare. Molte delle tecnologie necessarie non esistono ancora e il nostro team è al lavoro per renderle una realtà. Ecco perché abbiamo deciso di espandere il marchio FRL oltre la ricerca per includere tutti i team che stanno creando, iterando e distribuendo l’hardware e il software di oggi sulla strada per la prossima piattaforma informatica. Siamo un gruppo eterogeneo di risolutori di problemi guidati da una cultura della sperimentazione e dell’innovazione e abbiamo solo scalfito la superficie di ciò che è possibile.

Insomma, ne vedremo delle belle.

 

 

Pubblicato il 27 Agosto 2020