Fiere cancellate: come la VR può supportare il nostro business

Non è più possibile vendere, bisogna commercializzare, creare cioè un desiderio che sia soddisfabile senza impegnarsi troppo nella vendita.”

Prof. Peter Ferdinand Drucker, economista

 

 

Le fiere sono da millenni un luogo di incontro, scambio e vendita.
Per prendervi parte, le aziende sostengono costi di preparazione e partecipazione non indifferenti,
senza prendere in considerazione il dispendio di energie e risorse che comporta l’organizzazione del processo di vendita, che include:

  • le preliminari operazioni di marketing;
  • la formazione e la trasferta del personale tecnico-commerciale;
  • la selezione dei prodotti da esporre e la creazione del relativo materiale pubblicitario e commerciale;
  • il trasporto, l’installazione e lo smontaggio del materiale da esporre in fiera;
  • i costi di approvvigionamento energetico per rendere funzionanti i prodotti in fiera;
  • il tracciamento dati dei contatti maturati in fiera.

La realtà virtuale risponde “Si!” ad una domanda in apparenza molto pretenziosa: è possibile rendere più semplice e meno oneroso il processo di vendita senza rinunciare all’interazione del cliente con il prodotto, guadagnando in innovazione e portando valore anche alle attività aziendali diverse dalle fiere?
A rendere affermativa la risposta a questo quesito è la capacità della VR di immergere l’utente in un ambiente virtuale che replica in maniera quasi perfetta quello reale.
Indossando un visore, l’utente si trova difatti calato in uno scenario fatto di oggetti e persone ricostruiti per mezzo della modellazione 3D con cui egli può interagire.

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Se siete un’azienda che produce macchinari industriali (ma se anche non lo siete il discorso non varia di molto), sapete bene quanta organizzazione richieda predisporre i vostri macchinari per l’esposizione in fiera e quanto siano onerosi il loro trasporto, la loro installazione ed il noleggio al metroquadro degli spazi espositivi soprattutto in Paesi esteri e distanti.

Se fino ad adesso avete limitato il numero di prodotti da esporre per risparmiare, dovendo fare delle scelte e lasciando a casa quelli che chissà, avrebbero potuto inaspettatamente trasformarvi in Zio Paperone, immaginate ora di poter abbattere i costi senza rinunciare a nulla: un catalogo virtuale di tutti i vostri prodotti richiederebbe, difatti, solo lo spazio di un visore.
“Si ma il cliente vuole toccare e provare i nostri prodotti, come la mettiamo?”

Non vi preoccupate, la realtà virtuale permette di programmare le interazioni dell’utente con il prodotto. Per capirci, un vostro potenziale cliente, indossando il visore, potrà attivare i macchinari, vederli in funzione e “giocarci” a seconda di come avrete scelto di personalizzare l’esperienza.
Oltre a ciò, la prova dell’esperienza virtuale potrà essere associata ad una preliminare registrazione dei dati degli utenti, potenziali acquirenti, generando così una lista di contatti da riprendere una volta finita la fiera e a cui destinare le successive operazioni di vendita e promozione online.

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Inoltre, affidando il racconto virtuale della vostra azienda e dei vostri prodotti ad un voiceover studiato ad hoc, all’utente arriverà esattamente il messaggio che volevate trasmettergli, non più distorto dalle reinterpretazioni di figure commerciali non sempre preparate. Questo problema ci fornisce il primo caso di riutilizzo extra-fiera del catalogo virtuale che avete creato: la formazione della rete commerciale sui prodotti per la vendita. “Quali informazioni sui prodotti devono essere comunicate al cliente?”.
La realtà virtuale diventa in questo modo anche “la stampella” di un commerciale inesperto che si reca dal cliente per la sua prima volta.

In secondo luogo, apportando le dovute modifiche all’esperienza, il catalogo virtuale dei vostri prodotti può diventare un supporto post-vendita per il cliente e un training per la formazione dei vostri installatori: potrete così dare un’immagine innovativa ed affidabile della vostra azienda oltre che risparmiare sui costi della formazione del personale.

Veniamo al caso sollevato dalla pandemia attuale: fiere sospese, cancellate e rimandate. Che si fa?
Il catalogo virtuale dei vostri prodotti vi viene in soccorso.
Che ci siano o no le fiere, potrete sempre raggiungere i vostri clienti consolidati o potenziali dovunque nel mondo in almeno due modi:

  • semplicemente inviando loro un visore di realtà virtuale contenente il catalogo dei vostri prodotti, il cui utilizzo è facile ed immediato;
  • le esperienze in realtà virtuale possono essere diffuse ovunque tramite piattaforme specifiche a cui gli utenti possono accedere e da cui possono scaricare contenuti essendo in possesso di un visore, cosa molto probabile in Europa, dove la tecnologia sta largamente prendendo piede, ma anche e soprattutto negli Stati Uniti e nell’Est Asiatico, in cui la realtà virtuale è già diffusissima.

L’effetto sorpresa sarà sempre garantito dallo strumento, ma la strategia di utilizzo e la capacità di declinarlo andando oltre l’esigenza puntuale della fiera, farà della realtà virtuale un nuovo linguaggio di commercializzazione e di condivisione tra voi ed i vostri clienti, ma anche un potente alleato nell’efficientamento di molte delle attività svolte quotidianamente della vostra azienda.

Pubblicato il 14 Gennaio 2021