Concepting 2.0: dare forma alle idee in Gravity Sketch

Concepting 2.0: dare forma alle idee in Gravity Sketch

Definita come piattaforma di design 3D, Gravity Sketch permette ad interi team, in ambiti anche molto diversi, di creare, collaborare ed elaborare prodotti di design, arte digitale e perfino fare concepting.
Tutto questo, direttamente in realtà virtuale.


A differenza di Adobe Medium, del quale abbiamo parlato in questo articolo, Gravity Sketch non si ferma alla pura scultura di forme, ma permette una manipolazione più completa della geometria ed una versatilità davvero impressionante a livello di utilizzo. Come funziona nello specifico? Rispondiamo subito!

Si tratta di un tool che permette un workflow trasversale; è ampiamente usato infatti in settori molto diversi tra loro, come automotive, product design, industrial design e perfino digital art.
Ecco perché queste caratteristiche ne permettono un largo utilizzo che senza dubbio apporta enormi vantaggi a creativi e designer.
Perché usare Gravity Sketch?
La richiesta sempre più imperativa di prodotti di qualità e reperibili in tempi rapidi è inevitabile.
La risposta della tecnologia è soddisfacente e soprattutto, punta all’innovazione cercando di superare i limiti tecnici degli strumenti a disposizione.

Come ogni prodotto che si rispetti, questo tool mette a disposizione degli utenti una guida esaustiva riguardo l’apprendimento ideale dello strumento. Ma quali sono le specifiche tecniche che lo rendono tanto speciale?

Gravity Sketch permette un approccio differente al processo di design, che porta a:
  • pensare e produrre direttamente in 3D;
  • avere un’idea immediata delle proporzioni in artwork più o meno complessi;
  • fare concepting e produrre direttamente nello stesso software;
  • produrre asset trasversali, esportabili per altri software (enorme vantaggio se parliamo di una pipeline che comprende diverse figure in ambito di progettazione/design/art);
  • editare la geometria in maniera diretta, bypassando così la struttura di interazione ad interfaccia per quel dato processo.

Un altro vantaggio di Gravity Sketch è la possibilità di usarlo su device standalone, cosa significa?

L’utente ha la possibilità di immergersi nel flusso progettuale di design senza dipendere da device fisso che, nella pratica si traduce in cavi e ostacoli fastidiosi.

 

Pensare in 3D, creare in 3D

Utilizzare Gravity Sketch per fare concepting in VR

La ricerca di tecniche sempre più efficaci e dinamiche da apportare al workflow creativo e di progettazione, porta a dimenticare che lo strumento invece, possa giocare un ruolo chiave nella dare forma alle idee.
Pensare e creare direttamente in 3D, permette di sviluppare un concept in maniera sensibilmente immediata, rispetto a strumenti convenzionali.

Qual’è la differenza?
Fare concepting direttamente in VR, pone l’utente in una condizione nettamente più vantaggiosa sia in termini di libertà nel dare forma alle idee, che in fatto di immediatezza ed efficacia di ciò che viene prodotto.
Produrre artwork di alto livello ed efficaci, diventa molto più immediato se l’asset prodotto è già pronto per le fasi successive del nostro workflow.
Sarà possibile infatti sondare l’efficacia del prodotto, già in fase di ideazione primaria, valutandone l’utilizzo in un mockup o prototipo funzionale.
Un esempio tangibile può essere il level design, nel quale diventa cruciale poter misurare l’efficacia di una composizione di forme e volumi all’interno di spazi precisi.
Questo concetto è chiaro guardando diversi concept di environment dell’artista Min Guen, nei quali è innegabile il vantaggio in fase di design, avendo la percezione immediata delle proporzioni già durante il concepting.
Lo stesso principio è applicabile nel character design ed altre discipline che abbiano uno scopo preciso all’interno di un quadro complesso.

 

 

 

Together, better, stronger: teamwork in VR

Unire le skills creative e condividere lo sviluppo fin dal principio, all’interno di un workflow trasversale.
Uno degli enormi vantaggi che contribuiscono allo sviluppo di idee è poter fare concept in un contesto condiviso.
In Gravity Sketch è possibile creare spazi di lavoro accessibili a più utenti tramite invito.
Questo apre ad un team esteso, composto da figure professionali appartenenti ad ambiti anche diversi, di lavorare a più mani sulla stessa idea e soprattutto, condividerla sin dalla fase di concepting.

 

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Come usare Gravity Sketch

Anche l’headset vuole la sua parte
Non dimentichiamoci del set-up. Prima di iniziare un qualsiasi progetto, utilizzando hardware per la VR, è necessario prestare attenzione ad alcuni dettagli importanti.

  • Check-up dello spazio di lavoro: la stanza nella quale lavoriamo e in particolare l’area di gioco corrispondente alla controparte virtuale, deve essere libera da ingombri fisici che possono ostacolare i nostri movimenti o peggio ancora, su cui potremo andare a sbattere durante la progettazione.
  • Calibrazione delle lenti: assicurarsi che le lenti del nostro headset siano calibrate correttamente assicura un’esperienza migliore e soprattutto, una fruizione ottimale del dispositivo, che ci permetterà una visione nitida del contenuto.

Una volta sbrigati gli aspetti preliminari, possiamo procedere!

Spazio alla creatività

Produrre un concept in Gravity sketch VR
Nella demo ho prodotto un elemento di design ambientale, in questo caso un portale dimensionale, seguendo alcune reference. Il portale è destinato ad essere inserito nello specifico, in un ambiente di gioco VR, il cui concept ricalca una radura intrisa di elementi magici.
Ecco come è stato possibile lavorare a quattro mani sull’idea, fino alla produzione dell’asset prototipo spendibile all’interno di un eventuale mockup di esperienza.

 

 

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Step 01: Collect members
La scelta dei propri collaboratori, merita sicuramente qualche accortezza.
Ecco perché prima di passare all’azione, è bene predisporre lo spazio progettuale collettivo oppure individuale.
Ad ogni modo, sarà proprio qui, che inizieremo a collaborare con i nostri team members tramite invito, oppure a creare in “solo”.

Step 02: Concept references
Dal nulla nasce nulla. Per questo ci si avvale delle references.
Come in qualsiasi altro processo creativo ben organizzato, trascineremo nella nostra work area, tutte le references di cui abbiamo bisogno, organizzandole a piacere all’interno della struttura a livelli di Gravity Sketch; una specie di outliner capillare, nel nostro spazio virtuale.

Step 03: Prototyping
Il portale dovrà richiamare un accesso ultradimensionale in puro stile fantasy, ma senza suggerire un portale per l’aldilà. Quale sarà la palette cromatica dominante e quale linea di design caratterizzerà il nostro asset per plasmarlo secondo la soluzione più efficace? Inizia il processo reale di composizione e shaping.

Step 04: Connect, refine
Il tempo scorre più velocemente in VR, lo sapevate?
Dopo un lasso indefinito di tempo, è giunto il momento di completare il modello e dare un tocco conclusivo al concept appena prodotto.

Conclusioni
Come detto prima, oltre la tecnica, un tool efficace rende immediato ciò che altrimenti richiederebbe più tempo ed un processo complesso.
I vantaggi nella velocità di progettazione e soprattutto di estensione del processo creativo a membri diversi, fanno di questo strumento un mezzo potente per portare il workflow creativo ad un livello molto alto.
Immediatezza e intuitività nel suo utilizzo sono elementi in risposta a processi complessi di progettazione.
Sicuramente Gravity Sketch ha tutte le carte in regola per diventare parte integrante di un flusso emozionante e molto performante nel dare vita alle idee!

 

Gravity Sketch è disponibile per visori Oculus, Vive e Valve: https://www.gravitysketch.com/

 

Chiara Orsi - 3D artist @Digital Mosaik

 

 

Pubblicato il 28 giugno 2022