Perché Oculus Connect è un evento da non perdere

Era il lontano 2014 quando Mark Zuckerberg, il celebre papà di Facebook, decise di acquisire Oculus VR, l’azienda americana fondata da Palmer Luckey, Brendan Iribe, Michael Antonov, Jack McCauley and Nate Mitchell e specializzata nella produzione di software e hardware di realtà virtuale.
Da allora è stata molta la strada che ci ha portato al prossimo Oculus Connect, il sesto per la precisione, che si terrà a San Josè (California) nei giorni 25 e 26 settembre e che vedrà radunati i migliori sviluppatori e appassionati di realtà virtuale al mondo.

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Ma cos’è Oculus Connect? Facciamo un passo indietro.

Dopo l’acquisizione di Oculus nel 2014, Zuckerberg decise di organizzare la prima conferenza di sviluppatori VR, nel giorno il compleanno del co-fondatore di Oculus, Palmer Luckey, il 19 settembre. Un appuntamento rinnovato poi di anno in anno, durante il quale il team Oculus e la community di creators VR, discutono e presentano le ultime novità in ambito di sviluppo VR. Un evento imperdibile per gli esperti di settore, fondamentale per capire come evolverà la tecnologia nell’anno a venire.

È durante Oculus Connect 3, che Zuckerberg in uno speech della durata di 16 minuti sul palco, ha colto l’occasione per presentare la sua strategia a lungo termine.

“Quando ho iniziato a pensare a Facebook” – ha detto Mark – “mi sono messo a studiare Internet, era il 2004, ed ho capito che si poteva trovare qualsiasi tipo di contenuto: giochi, notizie, musica, film, documenti, quasi tutto, tranne l’unica cosa che ci interessa di più: cosa sta succedendo intorno a noi, alle persone a cui teniamo. Da li è nato Facebook. [..] Oggi ci sono circa 1,7 miliardi di persone che lo usano e penso che sia perché, fin da quando abbiamo iniziato a progettarlo, volevamo che le persone fossero davvero al centro di tutto. [..] Oggi esiste un altro tipo di software di cui sono davvero entusiasta di parlare e questo è un software di computer vision, che può sbloccare una categoria completamente nuova di prodotto VR”,

Ed è qui che Zuckerberg stesso ha chiarito agli sviluppatori la roadmap del prodotto su cui Facebook si è concentrata in quelli che sono stati gli anni a venire: “L’azienda lavorerà a sviluppare una categoria di prodotti di realtà virtuale autonomi, di alta qualità, abbordabili che è possibile portare ovunque, perché non vincolati a un PC e dotati di un sistema che consente il tracciamento della posizione dell’utente mentre si muove nell’ambiente”. In quell’occasione Mark ha mostrato per la prima volta i controller Oculus Touch attraverso un’esperienza di social VR, chiudendo così il discorso del 2016: “Quando si parla di una tecnologia, è più facile prevedere come sarà la sua evoluzione tra 20 anni, piuttosto che prevedere come sarà tra 3 anni. Penso che con la realtà virtuale tutti sappiamo come potrebbe andare tra 20 anni. Sarà la prossima grande piattaforma informatica. Quindi la vera domanda che dobbiamo farci è: cosa dobbiamo fare nei prossimi 3 anni o nei prossimi anni per rendere questo mondo possibile? Noi crediamo che la chiave sia costruire delle fantastiche esperienze software. “

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L’anno dopo, ad Oculus Connect 4, Zuckerberg annuncia Oculus Go, il primo visore VR autonomo (che non necessita di smartphone o pc per poter funzionare), che definisce “l’esperienza VR più accessibile di sempre“, infatti viene venduto sul mercato a soli $ 199, un’innovazione per il settore VR.

Oculus Go, tuttavia, non utilizza le tecnologie di computer vision a cui Mark aveva dato così tanta importanza nel 2016. Infatti nel suo speech ha tenuto ad aggiungere che “questa non è, in realtà, l’unica cosa su cui stiamo lavorando”, impegnandosi a rendere disponibile a tutti il visore Santa Cruz (che sarebbe poi diventato Oculus Quest) l’anno dopo e riaffermare il perché del suo impegno nello sviluppo della tecnologia VR: “la realtà virtuale consiste nell’immaginare il mondo come potrebbe essere. Non si tratta di sfuggire alla realtà, si tratta di renderla migliore“. Zuckerberg ha portato come esempio i medici che prescrivono la VR per alleviare il dolore negli ospedali o le persone a mobilità ridotta, che con la realtà virtuale possono viaggiare nel mondo reale. “Alcune persone dicono che la realtà virtuale è isolante e antisociale. In realtà penso che sia il contrario “, ha proseguito Mark. “Sì, oggi ne abbiamo bisogno. Ma è una tecnologia da migliorare e ci stiamo lavorando. Dire però che la realtà virtuale è isolante, perché è immersiva, è una visione molto ristretta. La verità è che tutti noi abbiamo limiti alla nostra realtà, luoghi in cui non possiamo andare, persone che non possiamo vedere, cose che non possiamo fare. E dare la possibilità a tutti noi di vivere quelle esperienze – questo non è isolare – è liberare“.

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Ma è ad Oculus Connect 5, l’anno scorso, che tutto ciò su cui Facebook ha lavorato con Oculus negli ultimi anni viene mostrato al mondo. E a presentarlo è sempre lui, Mark Zuckerberg: “Ci stiamo avvicinando sempre di più alla possibilità di spostarci facilmente tra il mondo fisico e quello virtuale. Quindi per me questa non è una questione se ci arriveremo, è come. Quali sono i passi esatti di cui abbiamo bisogno per arrivarci? Quali sono gli attributi chiave del sistema VR ideale? Quali qualità deve avere per poter scalare? Bene, secondo noi prima di tutto deve essere autonomo, stand alone, trasportabile, senza fili che spezzano il senso di presenza. In secondo luogo, deve darti la possibilità di usare le mani, perché è così che interagiremo con persone e oggetti in modo naturale nella realtà virtuale. E in terzo, deve offrire 6 gradi di libertà. Se siamo capaci di riunire queste tre qualità in un unico prodotto, può nascere la forma base per una realtà virtuale scalabile. E quindi sono entusiasta di annunciare Oculus Quest, che arriverà in primavera e costerà $ 399. Oculus Quest è l’esperienza VR all-in-one che stavamo aspettando. È wireless, ha gestisce le mani mano, ha sei gradi di libertà ed permette di vivere esperienze con la stessa qualità di Rift. Ha un tracciamento completo, offre piena libertà di movimento, nessun cavo, nessun sensore esterno – solo un buon rilevatore della posizione.”

In poche parole una rivoluzione, che ci porta ai giorni nostri.

Le vendite di Oculus Quest hanno superato le aspettative dell’azienda, che si sta preparando ad Oculus Connect 6, invitando gli sviluppatori a prender parte ad un nuovo capitolo dello sviluppo della realtà virtuale e aumentata.

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Ma quali saranno le novità? Vediamo i temi che verranno trattati ad Oculus Connect 6.

La conferenza quest’anno si dividerà in due giornate, il 25 e il 26 settembre. Come al solito, gli speech del primo giorno saranno quelli a cui prestare maggiore attenzione. Ci possiamo aspettare una serie di aggiornamenti su tutto ciò che riguarda Oculus e il mondo della VR.

Si parlerà dell’importanza della community nel successo della VR, delle competenze degli sviluppatori AR e VR nei prossimi anni, si discuterà di come produrre e distribuire contenuti VR, del rapporto tra creators e consumatori, di WebXR e molto altro. Insomma un evento ancora una volta da non perdere.

Ecco come poter seguire Oculus Connect 6, ovviamente in realtà virtuale.

Quest’anno abbiamo avuto la fortuna di essere selezionati da Oculus e partecipare all’evento insieme ai più grandi sviluppatori di VR al mondo. Ma è possibile seguire alcune parti dell’evento anche a distanza. Se possiedi un Oculus Quest o un Go, potrai seguire l’evento in live streaming tramite Oculus Venues, per entrambi i giorni. Avrai la possibilità di partecipare insieme ad altri utenti, socializzare e guardare insieme l’evento in un maxi cinema.

Se disponi di un visore per PC, come Oculus Rift, HTC Vive, Valve Index e Windows VR, potrai partecipare agli speech di entrambi i giorni in Bigscreen VR, la piattaforma di social VR che ti consente di condividere il desktop con altri utenti, disponibile sulla piattaforma Oculus per Quest e Rift e su Steam per le cuffie VR Rift, Vive, Index e Windows.

Non perdetelo!

Pubblicato il 19 Settembre 2019