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Come la realtà virtuale può diventare un’opportunità di marketing

Le innovazioni tecnologiche continuano ad avere un enorme impatto sul marketing digitale, e uno degli strumenti più intriganti degli ultimi anni è sicuramente la realtà virtuale (VR).

Nonostante questa tecnologia sia all’orizzonte già da un po’ di tempo, fino ad oggi i suoi reali casi d’utilizzo sono stati limitati ad alcuni settori, tra questi il mondo dei videogiochi e dell’entertainment in generale. Questo strumento però ha molto di più da offrire, soprattutto in ambito comunicazione e marketing.

Ad oggi ci sono circa 171 milioni di utenti di VR nel mondo, queste statistiche rivelano chiaramente che, anche se la realtà virtuale sembra ancora una tecnologia costosa e inaccessibile, in realtà la domanda di VR è in forte crescita.

  • Chi usa la realtà virtuale
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Leader tecnologici come Google, Samsung, HTC, Sony e Facebook con Oculus, stanno introducendo continuamente nuove soluzioni, abbassando i prezzi dei visori VR sul mercato. E c’è di più: da quanto Google ha introdotto i visori Cardboard, l’esperienza VR è diventata disponibile a tutti coloro che possiedono uno smartphone, ad un costo molto accessibile. Il Cardboard è infatti un semplice pezzo di cartone dotato di lenti particolari in grado di trasformare lo smartphone in un visore di realtà virtuale, ed è disponibile sul mercato ad un costo che varia dai 5 ai 20 euro.

Questo significa che non è necessario spendere un sacco di soldi per vivere delle esperienze in realtà virtuale.

  • Persone che utilizzano il carboard
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Perché se ti occupi di marketing dovrebbe interessarti.

I gusti e le esigenze dei consumatori di oggi, in particolare dei millennial, stanno diventando sempre più sofisticati, ed è sempre più difficile catturarne l’interesse. Questo richiede un cambiamento nel modo di promuovere e raccontare un prodotto, che deve riuscire a trasmettere emozioni indimenticabili per lasciare impressioni positive, capaci di durare a lungo.

  • Come la VR influenza il marketing
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In quanto nuova tecnologia, la VR è capace di produrre un effetto “wow”, e quindi di generare entusiasmo ed emozione, quello che la maggior parte dei consumatori (e dei brand) desidera così tanto. Alcuni delle più importanti aziende internazionali si sono già mosse in questo ambito: McDonald’s, Coca-Cola, Marriott, MSI, Tom’s, TopShop e Volvo, solo per citarne alcuni, hanno già utilizzato la realtà virtuale per attirare un pubblico ancora più grande e offrirgli un’esperienza memorabile.

  • Cardboard Mc Donald's
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Ma nella pratica, come è possibile integrare la realtà virtuale nelle proprie strategie?

1. Inizia dalla cosa più importante: analizza, analizza, analizza.

Ormai l’abbiamo capito: le potenzialità della realtà virtuale sono infinite e il trend di crescita preannuncia una situazione in parte già vista nell’uso dei più famosi social network: il se lo fanno tutti, lo posso fare anch’io. Ma la realtà virtuale per poter diventare uno strumento veramente utile per le aziende non può essere visto come una moda da seguire. Prima di scegliere di investire in questa tecnologia è necessario capire se, e in che modo, può essere efficace all’interno delle dinamiche aziendali e qual è il ritorno che può generare.

Quali sono gli obiettivi da raggiungere? Che risultati si vogliono ottenere utilizzando la realtà virtuale? Come li misuro? Come può intervenire in modo efficace nei processi aziendali? In che modo può portare valore? La realtà virtuale può essere uno strumento potentissimo, ma solo se usato nel modo giusto.

2. Progetta esperienze VR diffondibili.

La realtà virtuale dispone di numerose tecniche, che possono contribuire a rendere il tuo contenuto strabilante. D’altra parte l’implementazione di alcune di esse può limitare la diffusione del contenuto, che per essere fruito può richiedere l’utilizzo di specifici visori, non accessibili al grande pubblico.

Nello studio della migliore brand experience per la tua azienda, è importante capire quale sarà la destinazione della tua esperienza, prima di iniziare a progettare dei contenuti VR che difficilmente potranno essere fruiti dai più.

3. Struttura contenuti efficaci: dallo storytelling allo storyliving.

I contenuti VR hanno enormi potenzialità in moltissimi campi: dai video didattici ai viaggi virtuali, alle dimostrazioni di prodotto. La realtà virtuale richiede però un nuovo modo di pensare, completamente diverso da quello a cui molti sono abituati nello sviluppo di video 2D.

Con la VR gli spettatori diventano protagonisti della storia e possono esplorare l’ambiente, a 360 gradi. Citando Jessica Brillhart (VR Director @ Google): la storia è ovunque. Questo rende la realtà virtuale uno strumento molto efficace per creare empatia. Quando chi osserva si sente parte dell’azione, recepisce i messaggi in modo molto più incisivo, ricordando l’esperienza a lungo.

Il contenuto deve essere capace di sfruttare la potenzialità del mezzo, di trasportare la persona altrove e immergerla in un mondo tutto da scoprire.

4. Studia la giusta piattaforma.

Una volta realizzato il contenuto, si pone il problema di come mostrarlo. Le esperienze VR accessibili attraverso un’app VR brandizzata, possono essere un buon modo per distinguersi.

Industrie che vanno dall’automobilismo alla moda stanno aiutando le persone a prendere decisioni migliori coinvolgendole in un viaggio interattivo, grazie anche all’uso di un’applicazione che permettono di personalizzare la propria esperienza.

Ma il contenuto VR può essere caricato anche su un player web dedicato (e quindi capace di gestire il VR) e legato alle web strategies aziendali.

5. Diffondi la tua esperienza.

Adesso che hai sviluppato il contenuto e scelto la piattaforma di distribuzione più adatta alle tue esigenze, non ti resta che capire come mostrarlo al tuo target (ma se hai seguito con cura le fasi precedenti, dovresti già avere le idee abbastanza chiare). Il primo limite, che ha frenato finora la diffusione dei contenuti VR, è la mancanza di un visore nelle case (ma anche di contenuti di qualità). Includendo nella tua strategia la distribuzione di un Cardboard brandizzato, che puoi per esempio regalare come un gadget o inserire nei packaging di prodotto, le persone si ricorderanno di te. A questo associa una campagna di comunicazione adeguata: le strategie che si possono mettere in atto con la realtà virtuale sono infinite, ma dipendono dai tuoi obiettivi.

Per concludere

La realtà virtuale è uno strumento, non la strategia.

Per dar vita ad un contenuto non solo esteticamente bello (e in grado di generare un effetto wow), ma anche capace di rispecchiare il brand e soddisfare le sue esigenze, una corretta progettazione dell’esperienza, che passi dalle fasi sopra descritte, è imprescindibile.

  • ADV VR
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Fonte:  Business.comWebPageFX

 

Pubblicato il 27 dicembre 2018